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Sabato 21 Luglio
Musica / Rassegna: Marchesato Opera Festival




Marchesato Opera Festival - Concerto

Saluzzo, via dell'Annunziata 1, presso Scuola di Alto Perfezionamento Musicale, Sala Verdi


Musica antica a Saluzzo

VII edizione, Frau Musika - Omaggio a Bach

La Cantata del Caffè BWV 211 di J.S. Bach incontra La Bottega del Caffè di C. Goldoni

da una idea di Sabina Colonna Preti

Orchestra Accademia La Chimera

La TeaTalìa/Cantieri Teatrali

Regia e drammaturgia di Raul Iaiza (Regula Teatro)

 

La figlia Lischen: Soprano Valentina Chirico

Il padre Schlendrian: Basso Franco Celio Cioli e Cesare Costamagna

Il narratore Erzähler: Tenore Bekir Serbest

 

Il Capocomico poi detto Eugenio: Francesco Zanetti

La Truffaldina: Valentina Papis (Regula Teatro)

e Vittoria, dall'orchestra: Margherita Pupulin

 

Maschera: Enrico Bonavera

Assistenti alla regia: Sara Pan e Margherita Pupulin

Luci e messa in scena: Raul Iaiza

 

Orchestra Accademia la Chimera

Maestro concertatore: Pablo Valetti

 

Schweigt stille, plaudert nicht (BWV 211) più conosciuta come La Cantata del caffè, è una delle poche cantate profane di Johann Sebastian Bach. Frutto del lavoro in cordata di due artisti, lui e il suo librettista: Christian F. Henrici, conosciuto con lo pseudonimo di Picander. Collaboratore letterario fra i più vicini a Bach, in diversi lavori, sacri e profani. Non era certo uno scrittore di rilievo, ma la sua preparazione musicale lo favoriva anche nel ruolo di librettista. Ed è qui che entrambi, Bach e Picander, denotano una particolarità drammaturgica della loro collaborazione.

La Cantata del Caffè è frutto del suo contesto: Lipsia. Bach, a 44 anni, prende il posto di Georg Ph. Telemann, benché non si possa certo dire che fosse alla moda quanto il vivacissimo Telemann. Il Collegium Musicum -composto da professionisti di alto livello- è ospite di onore ad una caffetteria, la caffetteria Zimmermann, dove i concerti sono gratuiti, sostenuti cioè dalla sola vendita della nuova bevanda alla moda. Il che significa che era un'attività decisamente redditizia!

La Kaffeekantate nel caffè centrale della vita degli intellettuali e dei corteggiatori alla moda è stato certamente un evento speciale; tanto da dover incominciare chiedendo per piacere di fare silenzio...

 

La bottega del caffè è una fra le più note commedie di Carlo Goldoni, contemporaneo di Bach, benché più giovane. Debutta nel 1750, precisamente l'anno in cui Bach muore. Goldoni ne aveva 43 anni, ed era nel pieno delle sue forze creative.

La bottega del caffè fa parte di quel periodo centrale e assai prolifico del Goldoni, come drammaturgo della famosa compagnia del Girolamo Medebach, attore capocomico, di origini tedesche. Debutta a Mantova a maggio del 1750. E verrà replicata a Venezia, sede della Compagnia Medebach, con un straordinario successo, per dodici serate.

E -come non ricordarlo qui!- la eco della bottega arriva fino a Reiner Maria Fassbinder, che rendendo omaggio rigetta nella contemporaneità il lavoro del Goldoni, riscrivendolo nella sua Das Kaffeehaus. La presenza della caffetteria nel Goldoni è sempre da tenere in conto. Perché è aggancio con la contemporaneità: è fotografia del reale. Luogo d'incontro, di accadimenti rilevanti, di curiosi accostamenti nel suo intrecciarsi incessante. La Bottega del caffè ne è la sintesi esatta.

Ed eccoci allo spettacolo di questa sera. L'impianto drammaturgico vuole rendere modesto omaggio alla grandezza goldoniana, giocando alla citazione e all'incontro 'da caffetteria'. Due comici che appena si conoscono, un Capocomico e una Truffaldina, si ritrovano nel luogo d'un concerto. Forse sono stati invitati, infatti indossano anche loro il vestito di gala adatto ad una serata concertistica. Si portano però, “a cappello”, le loro maschere. All'occorrenza, certo, sapranno recitare “a braccio”, come tradizione vuole. Sanno che di caffè si tratta, che c'entra Bach e ovviamente il loro famigliare Goldoni: insomma credono che si metterà in scena, appunto, la famosa opera di Goldoni, forse in una curiosa versione musicata. Il tutto inizia con un recitativo: si canta in tedesco. Arrivano il Padre e la Figlia in scena, litigando... in tedesco.

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